Allattamento e Osteopatia: La storia di P.

GENERALITA’ P. 28 anni, primipara, anamnesi patologica remota negativa, lieve scoliosi. La gravidanza procede normalmente, al settimo mese inizia a lamentare un dolore al pube, centrale, qualche volta irradiato agli arti inferiori, presente soprattutto di notte e al cambio di posizione. Peggiora nell’ultimo periodo a causa di uno sforzo e inizia ad avere delle contrazioni prima del termine. Entra in travaglio alla 38 settimana. La testa è asinclitica (messa in posizione non favorevole per poter progredire), e dopo più di due ore di spinte viene applicata la ventosa perché il bambino inizia ad essere in sofferenza. Le viene fatta un’episiotomia e ricorda con rammarico di non aver potuto fare il contatto pelle a pelle perché necessitava di punti di sutura. Le settimane successive al parto sono molto difficili, il bambino è molto nervoso, piange spesso e dorme poco. Cresce e va di corpo regolarmente ma non si è mai attaccato al seno, P. grazie al suggerimento di un’amica ostetrica usa il tiralatte e il metodo dito-siringa. Dopo 4 settimane è stanca, scoraggiata e sta pensando di passare all’allattamento artificiale ma decide di fare un ultimo tentativo rivolgendosi a me.

VALUTAZIONE E TRATTAMENTO

Ad una prima osservazione il bambino è molto nervoso, si lamenta e non sembra gradire la posizione supina. La testa è inclinata a sinistra e le clavicole sono asimmetriche. Il bacino non presenta apparentemente alterazioni posturali. All’esame palpatorio il sacro è in estensione, c’è una forte tensione a livello del diaframma toracico ed un’importante strain della giunzione cranio-cervicale e delle vertebre cervicali. Il test della suzione evidenza un movimento non simmetrico e scoordinato della lingua e della mandibola.Test suzione Il trattamento procede liberando tutte le zone in restrizione evidenziate dall’esame palpatorio. Utilizzo prevalentemente tecniche cranio-sacrali. ll bambino piange solo quando lavoro la zona cranio-cervicale. Alla fine del trattamento la testa è dritta e in generale il bambino appare più rilassato. Ripeto il test della suzione e il movimento sembra più armonico, invito la mamma a provare ad allattarlo e il bambino dopo qualche tentativo riesce ad attaccarsi efficacemente. Dopo circa 2 settimane il bambino si attacca voracemente, cresce, dorme meglio ed è più rilassato. Solo la testa tende ancora, anche se in misura minore, a tenerla inclinata a sinistra. Programmiamo i successivi controlli al bisogno. P. mi ringrazia perché il suo bambino sta meglio e finalmente non deve più usare il tiralatte.

CONCLUSIONI

Quasi tutte le madri possono allattare al seno. Sono rarissimi infatti i casi in cui l’allattamento è sconsigliato o non praticabile. Nonostante tutte queste indicazioni, al giorno d’oggi l’allattamento materno sta progressivamente cedendo il posto a quello artificiale, considerato con troppa facilità un sostituto all’altezza di quello vero. Sovente nei casi di travaglio particolarmente lungo o al contrario troppo veloce, nei casi di parto operativo (Ventosa, Kristeller) ecc, possono venirsi a creare quelle che noi osteopati definiamo “Disfunzioni Craniche” che potrebbero rendere più difficile l’attacco al seno del neonato. Alcuni segnali che ci possono fare presupporre che esista una di queste distorsioni possono essere: Rifiuto del seno, dolore al capezzolo o ragadi, attacco solo ad un seno, agitazione e pianto durante la poppata o letargia (il bambino è molto stanco si attacca e dopo pochissimi minuti si addormenta.) Nel mio lavoro come osteopata negli ultimi anni sento sempre più spesso mamme cui alla prima difficoltà viene consigliato di passare all’allattamento misto o addirittura direttamente al latte artificiale. Ma i benefici legati all’allattamento al seno sono moltissimi, tanto per le mamme (ridotta incidenza del tumore al seno, all’ovaio e dell’osteoporosi post menopausa) quanto per i bambini che in generale:

  • riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti
  • protegge dalle infezioni respiratorie
  • riduce il rischio di sviluppare allergie
  • migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio
  • migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni
  • alcuni studi, inoltre, hanno ipotizzato che il latte materno possa contribuire anche a ridurre il rischio di numerose patologie come infezioni (enterocolite necrotizzante, meningite, botulismo e infezioni del tratto urinario), malattie autoimmuni, diabete di tipo 1 e di tipo 2, sindrome da morte improvvisa del lattante (Sids) e obesità nella vita adulta.

Dal punto di vista osteopatico grazie al meccanismo coordinato e armonico della suzione si attua una decompressione naturale del cranio e il recupero di eventuali traumi da parto. Trattamento neonato Diverse sono le cause che portano ad abbandonare l’allattamento, come la scarsa informazione sulle conseguenze o il mancato sostegno alle giovani madri in un periodo, quello post-parto, spesso caratterizzato da fragilità psicologica. Gli operatori sanitari, i media, la comunità  e le associazioni di donne hanno la responsabilità di promuovere l’allattamento naturale e supportare le neo mamme. Nessun vuole giudicare scelte e motivazioni personali ma è importante che non passi il concetto che il latte artificiale abbia le stesse caratteristiche o proprietà di quello vero, affinché le mamme possano scegliere consapevolmente se provare ad allattare o meno. Il latte materno è perfetto per la nutrizione di un bambino nei primi mesi di vita, incomparabile rispetto a qualsiasi prodotto artificiale. E’ l’unico alimento specifico consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che raccomanda l’allattamento al seno esclusivo nei primi sei mesi e di proseguire fino a due anni secondo le esigenze e i desideri della mamma e del bambino.

Consultate un’ostetrica in caso di problemi di allattamento e se ne avete bisogno considerate anche l’aiuto che può darvi un osteopata.

Luisa Miraglia
D.O.M.R.O.I

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