Tag: tecniche osteopatiche

I bambini imparano a muoversi e a scoprire il loro ambiente, come parte naturale del loro processo di sviluppo. Iniziano con il rotolare, stare seduti, strisciare e trovare posizioni diverse per afferrare delle cose o per spostarsi verso un oggetto. La curiosità innata e la necessità di esplorare si tradurranno nella ricerca di strategie via via più efficaci per muoversi.

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Osteopatia alle Paralimpiadi di Rio2016

25 aprile 2016


Davide Brighetti
D.O.M.R.O.I

Cecilia Cammellini, conosciuta da tutti nel mondo del nuoto per le numerose medaglie vinte a livello internazionale e nelle due ultime edizioni dei Giochi Olimpici per atleti con disabilità fisiche si allena a Modena in preparazione delle prossime Paralimpiadi di Settembre 2016 in Brasile, a Rio De Janeiro e quest’anno ha deciso di inserire all’interno del proprio Staff anche l’osteopata.

 

LONDON, ENGLAND - SEPTEMBER 01: Gold medallist Cecilia Camellini of Italy poses on the podium during the medal ceremony for the Women's 50m Freestyle - S11 Final on day 3 of the London 2012 Paralympic Games at Aquatics Centre on September 1, 2012 in London, England. (Photo by Clive Rose/Getty Images)

LONDON, ENGLAND – SEPTEMBER 01: Gold medallist Cecilia Camellini of Italy poses on the podium during the medal ceremony for the Women’s 50m Freestyle – (Photo by Clive Rose/Getty Images)

 

Cecilia rientra nella lunga lista di sportivi che scelgono l’osteopatia. Atleti di alto livello o di livello amatoriale, accomunati dall’obiettivo di migliorare la propria performance, mantenere il proprio corpo in equilibrio e prevenire pertanto fastidiosi problemi dovuti spesso al sovraccarico di lavoro o ad un gesto atletico non corretto.

Ho chiesto a Cecilia  di raccontarci perché si è rivolta a me e quindi all’osteopatia e in che cosa le è utile questo approccio alternativo purtroppo non ancora riconosciuto in Italia.

“Tramite l’osteopatia, posso riscontrare in prima persona che ogni parte del corpo ha un ruolo fondamentale per mantenere un buon funzionamento in generale, tutto ciò è molto importante e utile per i miei allenamenti quotidiani in piscina e in palestra. Con il suo lavoro Davide mi restituisce un assetto più equilibrato in acqua, che migliora la qualità della mia nuotata. Inoltre mi aiuta ad avere una maggiore sensibilità nella percezione dei movimenti e a scaricare la fatica e lo stress che accumulo durante i periodi di attività intensa”.

“Grazie per l’importante contributo che offri alla mia preparazione verso le Paralimpiadi di Rio De Janeiro”.

Cecilia Cammellini

E io posso solo che ringraziare lei e il suo staff per avermi dato l’opportunità di essere parte di questo bellissimo progetto.

Davide 

VAI CECILIA!!

 

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“The Osteopathic Promise to Children..”

11 ottobre 2015


Luisa Miraglia
D.O.M.R.O.I

..LA MIA ESPERIENZA ALL’ OSTEOPATHIC CENTER FOR CHILDREN AND FAMILIES DI SAN DIEGO, CA

Ricordo come fosse ieri la prima volta che ho visto la dottoressa Frymann. Avevo completato il mio percorso di studi da meno di un anno e lei era a Roma per un convegno. Non avevo ancora le idee chiare su che tipo di direzione avrei voluto dare alla mia professione, ero un’atleta quindi ero convinta che sarei rimasta nel campo sportivo. Non avevo mai considerato l’idea di lavorare con i bambini, ma incontrare la dott.ssa Frymann di persona era comunque un occasione imperdibile, così ho deciso di andare. Continua a leggere

Allattamento e Osteopatia: La storia di P.

22 gennaio 2015


Luisa Miraglia
D.O.M.R.O.I

GENERALITA’ P. 28 anni, primipara, anamnesi patologica remota negativa, lieve scoliosi. La gravidanza procede normalmente, al settimo mese inizia a lamentare un dolore al pube, centrale, qualche volta irradiato agli arti inferiori, presente soprattutto di notte e al cambio di posizione. Peggiora nell’ultimo periodo a causa di uno sforzo e inizia ad avere delle contrazioni prima del termine. Entra in travaglio alla 38 settimana. La testa è asinclitica Continua a leggere

Primo appuntamento con l’osteopata. Informazioni Utili.

29 gennaio 2014


Luisa Miraglia
D.O.M.R.O.I

Spesso quando un genitore mi contatta per telefono non ha idea di cosa aspettarsi da una seduta osteopatica. Ho raccolto in questo articolo alcune informazioni utili per prepararsi al meglio a questa nuova esperienza.

1. L’Anamnesi

Domande

Cosa aspettarmi da una seduta osteopatica

Durante la prima visita si fa una completa e attenta raccolta dati. Dovranno essere fornite informazioni sulla gravidanza, sul travaglio e sul parto. Verranno inoltre richiesti dati sulla nascita e sulla prima infanzia come: peso, circonferenza cranica, indice di Apgar (trovate tutto nel foglio di dimissioni o nel libro verde) ma anche notizie sulla forma della testa, qualità dell’attacco al seno, del sonno e anche dei movimenti. Qualsiasi tipo di malattia, incidente o evento degno di nota durante la vita del bambino fino a quel momento deve essere considerato. Ogni informazione, ogni piccolo dettaglio possono essere molto importanti per cui nel dubbio.. È meglio esagerare!

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Perché portare un bambino dall’osteopata?

21 settembre 2013


Luisa Miraglia
D.O.M.R.O.I

È credenza comune che i neonati e i bambini, proprio perché giovani e flessibili, non possano soffrire di nessuno stress strutturale corporeo.

La realtà invece è molto differente.
La nascita per un neonato è uno dei momenti più stressanti della sua vita.

Egli è soggetto a enormi forze, l’utero infatti spinge con molta forza per espellere il bambino contro la naturale resistenza offerta dal canale del parto.

Il bambino ruota, si attorciglia e viene infine come “strizzato” attraverso le ossa pelviche. Un breve, stimolante e decisamente stressante viaggio verso il mondo esterno.
La testa del bambino ha l’abilità di modellarsi e cambiare forma in risposta allo stress di un normale travaglio. La distorsione nella testa come risultato del travaglio dovrebbe rilasciarsi naturalmente subito dopo il parto.

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La pubalgia negli sportivi

31 dicembre 2010


Davide Brighetti
D.O.M.R.O.I

La Pubalgia è una sindrome dolorosa della zona pelvica localizzata a livello della sinfisi pubica.

pubalgia 1Ne sentiamo parlare sempre più spesso ma in realtà, a parte gli “addetti ai lavori”, pochi sanno realmente di cosa si tratta.  In questo breve articolo tratteremo in modo specifico la Pubalgia a carico degli atleti, anche se è vero che questa patologia non è elettiva di tale categoria, basti pensare ad esempio alle donne in gravidanza che ne soffrono sempre più spesso ma per delle motivazioni sensibilmente differenti.

Fino a qualche anno fa era credenza comune che la pubalgia colpisse esclusivamente i calciatori, in realtà sono molto più numerosi gli sportivi interessati, ad esempio i rugbisti, i pallavolisti, gli sciatori, i ballerini, i runner, i cestisti… i praticanti insomma di quelle discipline in cui sono presenti gesti tecnici veloci e ripetuti, come balzi, salti o scatti, che costituiscono elementi di sollecitazione e sovraccarico a livello della sinfisi pubica.  Altri fattori che possono concorrere all’instaurarsi di questa problematica sono anche: contusioni, cadute a terra, scivolate che spesso sono causati dall’alternanza tra terreni duri e terreni pesanti o scivolosi.

Tali condizioni possono portare a delle contratture o microlesioni o infiammazioni tendinee a livello delle inserzioni, a carico dei muscoli adduttori.

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Che cos’è il movimento cranio-sacrale?

12 gennaio 2010


Luisa Miraglia
D.O.M.R.O.I

W. G. SutherlandIl movimento cranio-sacrale è presente nell’uomo, sin dalla nascita ed è caratterizzato da un’ attività ritmica che dura per tutta la vita. Esso è totalmente diverso dai movimenti fisiologici relativi alla respirazione o all’attività cardiovascolare, è infatti più lento e profondo e può essere “facilmente” avvertito palpando la testa e, grazie ad una buona sensibilità palpatoria,  può essere percepito in qualunque parte dell’ organismo. La frequenza normale del ritmo craniosacrale negli esseri umani è compresa tra sei e dodici cicli  per minuto. Non presenta oscillazioni simili a quelle che si riscontrano nei ritmi dei sistemi cardiovascolare e respiratorio in risposta a esercizio fisico,emozioni, riposo, ecc. Può essere considerato quindi un valido criterio di valutazione delle condizioni patologiche. In presenza di queste infatti, la frequenza con cui questo ciclo si manifesta varia e si modifica fino ad arrivare a frequenze inferiori a sei o superiori a dodici cicli al minuto. In circostanze di cosiddetta “normalità”  il movimento cranio-sacrale si manifesta a livello del sacro come un lieve movimento di oscillazione attorno a un asse trasversale situatoall’incirca 2,5 cm più avanti rispetto alla seconda vertebra sacrale.

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