Osteopati senza Frontiere – Perù 2014

 

Un giorno di ottobre, durante una pausa pranzo, inizio come al solito a navigare su internet, non so esattamente cosa cerco ma nella mia testa ormai da un po’ di tempo gira l’idea di partecipare ad una missione umanitaria, dopo varie ricerche approdo sul sito di OWB e senza pensarci troppo mando subito una email per candidare la mia partecipazione. Così il 28 febbraio, meno di 4 mesi dopo, mi ritrovo da sola su un’aereo direzione Arequipa, una valigia piena di giochi per bambini e tanta voglia di fare.

Mostriamo soddisfatti il frutto del nostro lavoro

Mostriamo soddisfatti il frutto del nostro lavoro

La missione è organizzata da una scuola di osteopatia Canadese, i miei compagni di avventura infatti sono tutti di Montréal e parlano francese.

Il gruppo di 11 volontari viene diviso ogni giorno in 2 squadre, una lavora in una struttura in Calle Rivero, dove vengono erogati trattamenti al fine di raccogliere soldi per comprare dei deambulatori.

L’altra parte del gruppo viene mandata in giro per trattare le persone più bisognose. Quartieri disagiati, orfanotrofi, centri per ragazzi disabili sono solo alcune delle strutture che ci hanno ospitato. Il secondo giorno tocca a me andare “fuori” e insieme a Rita una Osteopata di 63 anni, andiamo nel quartiere Miraflores, missione “Asoma-Melgar”  a lavorare con le persone anziane fortemente disagiate. Varie sono le emozioni che mi attraversano in quel momento, vanno dalla rabbia per quello che vedo alla compassione fino alla frustrazione di non poter fare di più…

La storia che mi ha più colpito è quella di Elena, una donna di 80 anni. Scende le scale aiutata da 3 persone perché non riesce a camminare bene, tutta ricurva in avanti, una grande gonna blu e delle scarpe di cartone rotte. Sulle gambe tantissime cicatrici che con la sua carnagione scura risaltano ancora di più.

Si siede in una sedia da bambini, ci sono solo quelle, e comincia a raccontarmi la sua storia. Lei è madre di 8 figli ma nessuno di questi si occupa di lei, mangia quando può e i suoi vicini, anche loro con dei gravi problemi, l’aiutano quando possono.

Le chiedo come mai ha così tante cicatrici e lei mi dice che quando era piccola la picchiavano col bastone…mi viene una stretta al cuore. I suoi piedi sono molto sporchi, maleodoranti e le unghie dei piedi decisamente troppo lunghe… Per me non è un problema ma lei si vergogna per questo e si mette a piangere. Le dico di stare tranquilla e che sono qui per aiutarla come posso.  Lei mi guarda e dice  “Dottorita non ho soldi per pagare”.. Scusami.

OWB - Perù 2014Ho il cuore spezzato, vorrei fare di più… Inizio il trattamento con le lacrime agli occhi e dentro di me, dopo anni, inizio a pregare.. Prego per lei e per tutte le persone che vivono in queste condizioni, in Perù, in Italia e nel mondo. Prego che nessuno debba soffrire così tanto la cattiveria altrui. Prego per un cambiamento, perché credo veramente  che se ognuno di noi fa la sua piccola parte tutto può essere migliore. Prego… Ma in cuor mio piango.

Di storie come questa purtroppo in quei giorni ne ho sentite tante, e sono ancora più difficili da accettare quando i protagonisti sono dei bambini, ma sono grata per aver potuto vivere questa esperienza, così forte da scuotere tutta la mia vita.

Le persone che ho incontrato sulla mia strada mi hanno insegnato tanto, valori come la condivisione, l’umiltà, la spiritualità e la gratitudine, qui hanno assunto un significato completamente diverso, quasi non avessi finora mai realmente capito cosa volessero dire..

Osteopathy Without Borders, Perù Mission 2014 –  Un’equipe di 11 volontari, 22 mani, 15 giorni, più di 600 trattamenti erogati, 50 deambulatori comprati, decine di foto, molti abbracci, tonnellate di amore e centinaia di parole di gratitudine.. per non parlare deI kg di riso mangiati e di qualche Pisco Sour di troppo… Ecco in breve il riassunto di una gran bella esperienza.

Parti con la convinzione di fare del bene, di donare qualcosa e torni con la certezza che alla fine la persona che ha ricevuto più di tutti sei tu.

GRAZIE

Luisa Miraglia
D.O.M.R.O.I