Adattamento del cranio al processo del parto

Contrariamente a quello che si crede il cranio non è un contenitore osseo solido ma è formato da ben 22 differenti ossa. In un cranio completamente formato tali ossa sono intricatamente unite fra loro al fine di permettere un leggero movimento.

Fetal skull

Al cranio di un bambino è richiesta una considerevole flessibilità, infatti deve avere la capacità di modificarsi e passare attraverso il canale del parto, ma al tempo stesso deve assicurare un’adeguata protezione al delicato e giovane cervello contenuto al suo interno.

Alla nascita le ossa sono solo parzialmente formate e il cranio si presenta tipo un sacchetto membranoso con degli irrigidimenti al suo interno. Esse sono più forti nelle aree che ricevono la massima compressione durante il parto e dove circondano la parte più vulnerabile del cervello. Nelle altre aree della testa sono molto più malleabili e si possono distorcere sotto il peso di forze compressive senza danneggiare per questo le strutture sottostanti.

Sviluppo delle ossa craniche

La struttura ossea inizia a svilupparsi e gradualmente cresce seguendo un  processo noto come ossificazione.Esistono due diversi tipi di ossificazione:

  • L’ossificazione cartilaginea, tipica delle ossa della base del cranio, assicura grazia alla sua relativa rigidità, un’adeguata protezione fin dai primi stadi di sviluppo alle zone più delicate del cervello.
  • Le ossa della volta del cranio (parte alta della testa) seguono quella che viene definita ossificazione membranosa che dà loro il massimo della flessibilità al fine di adattarsi allo stress della nascita permettendo il modellamento cranico e assecondare poi la crescita del cervello.

Dopo 40 settimane di gravidanza il bambino è pronto per nascere e il suo cranio è perfettamente preparato a fare l’adattamento necessario ad una normale presentazione al parto. La parte ossea è abbastanza dura e protegge il cervello, contemporaneamente la cartilagine provvede con una sorta di cardini interni a portare le ossa a distorcersi e piegarsi ma senza rompersi. Questa caratteristica è simile alla flessibilità presente nella crescita di un giovane albero, che può piegarsi sotto carico e tornare elasticamente alla forma originale dopo che il carico deformante viene rimosso.

Modellamento della testa del bambino durante il travaglio

Durante il normale travaglio la testa del bambino è soggetta delle forze compressive molto potenti. A causa di queste forze la testa viene sottoposta a un processo di modellamento durante il quale le soffici ossa del cranio si sovrappongono si piegano e si deformano. Questo riduce il diametro della testa e facilita il passaggio di questa attraverso il canale del parto. Durante il primo stadio del travaglio la testa del bambino viene spinta in maniera molto forte ad gni contrazione contro la cervice. Se le acque sono intatte, il sacchetto di fluidi ammortizza la testa del bambino e distribuisce la forza di contrazione in modo più uniforme su tutto il corpo del questo. Se le acque si sono rotte, la testa non sarà ammortizzata e verrà sottoposta a forti forze di compressione il che aumenterà la quantità di “modellamento”.

Durante il secondo stadio del travaglio le forze di spinta della madre combinate alle forti contrazioni uterine continuano a spingere in basso il bambino. Oltre a proseguire la sua discesa,  la testa deve poter ruotare e girare al suo passaggio attraverso il bacino nonostante la notevole resistenza offerta dal canale del parto.

Le forze imposte portano a una distorsione delle ossa craniche che può  provocare alla nascita in alcuni bambini quella forma della testa ovoidale o allungata o comunque estremamente strana.

La parte alta del collo e l’osso occipitale (parte posteriore del cranio) sono aree molto comuni dove le forze di compressione, distorsione e rotazione si manifestano dopo il parto.

Il normale processo di ri-modellamento dopo il parto

Le ossa della volta sono flessibili e hanno la capacità di sovrapporsi e distorcersi molto facilmente, ma bisogna altresì dire che sono capaci di ritornare alla normalità dopo il travaglio altrettanto facilmente. Le dure ossa della base del cranio hanno bisogno di più pressioni per essere distorte ma il loro ritorno alla normalità è sicuramente più difficile.  Nei primi 10 giorni dopo il parto, si assiste ad un ritorno graduale ad una forma canonica del cranio. In questo periodo le azioni muscolari come il pianto o lo sbadiglio sono terapeutiche. Ciò che incide in maniera predominante però è sicuramente l’atto della suzione, questa infatti ha l’effetto di una potente pompa decompressiva che si attiva  durante l’allattamento al seno. Il facile succhiare dal biberon infatti è molto meno efficace e di aiuto  per la  ri-espansione del cranio dopo la nascita. La maggior parte di questi cambiamenti di forma avvengono, come accennato sopra, nelle soffici ossa della volta cranica che si ri-espandono dalla loro posizione sovrapposta e schiacciata. Molto più difficoltoso sarà per il bambino invece il rilasciamento delle distorsioni nelle ossa della base del cranio. Con la maturazione la cartilagine verrà rimpiazzata da osso duro e la deformazione all’interno di questo diventerà un’asimmetria permanente. Questa “informazione” può essere trasmessa alle dedicate e sensibili meningi (membrane che circondano il cervello e lo stabilizzano nel suo involucro osseo), e può avere un effetto sul cervello stesso ed in particolare su alcuni nervi cranici. Tali nervi infatti fuoriescono da forami situati all’interno e tra le ossa, la loro alterazione può portare a molti dei sintomi visti nei bambini come ad esempio difficoltà nella suzione, disturbi del sonno, irritabilità o problemi nella digestione.

Non sempre le distorsioni craniche si palesano con una strana forma della testa, anzi sono spesso presenti anche in quei bambini che hanno una cranio apparentemente normale. Durante la crescita solitamente ogni asimmetria diventa meno ovvia sia perché compensata sia perché coperta dai capelli, ma lo stress purtroppo rimane e se non trattato rimarrà  presente durante tutta la vita.

La ritenzione di forze compressive a seguito di un trauma da  parto, causa una svariata ed enorme quantità di problemi al bambino.  Gli effetti sono molti individuali, possono essere la causa di vari disturbi nei neonati, possono predisporre questi bambini ad alcuni problemi durante la loro crescita e portare questi soprattutto all’inabilità a cooperare con i futuri traumi.

Luisa Miraglia
D.O.M.R.O.I